Posare i pavimenti in resina è un’operazione da svolgere con estrema attenzione, per evitare errori strutturali o inestetismi che rovinano il risultato finale. Alcune persone provano a cimentarsi col “fai da te”, senza però avere le giuste competenze o gli strumenti necessari. Tamponature, schiariture e giunte di raccordo tra uno strato e l’altro sono solo alcuni dei difetti estetici più comuni della posa dei pavimenti in resina. Per questo motivo è importante affidarsi ad esperti del mestiere, capaci di garantire una resa perfetta da un punto di vista strutturale ed estetico.

Come effettuare la posa dei pavimenti in resina?

La prima cosa da fare quando si posa un pavimento in resina è verificare il fondo dove sarà applicato. Se fossero presenti scheggiature, rotture o irregolarità è necessario intervenire per eliminarle.

Nel caso in cui si tratta di una nuova realizzazione, è consigliabile verificare che il supporto sia perfettamente stabilizzato ed asciutto. Per un’adesione perfetta al supporto si può applicare un primer fissativo.

Dopo questa prima operazione di verifica, si può procedere con l’applicazione della resina, da effettuare con un apposito rullo o con delle spatole. La resina si differenzia dalle altre tipologie di pavimenti, poiché prevede la posa di un solo elemento composto dall’impasto di polimeri e resina, che col tempo si solidifica fino ad asciugarsi completamente. Per un risultato ancora più performante, è sufficiente applicare successivamente uno strato protettivo. Bisogna poi aspettare qualche giorno, dopodiché il pavimento risulta calpestabile.

Come intervenire se il suolo è rovinato

Un fondo logoro ed un suolo rovinato, come accennato precedentemente, possono rendere difficoltosa la posa della resina o determinare un risultato finale imperfetto. Conviene quindi approfondire il discorso e conoscere le tre principali tipologie di intervento: pallinatura, carteggiatura ed applicazione di un prodotto autolivellante.

La pallinatura è un’operazione preliminare che consente di rimuovere tutte le imperfezioni superficiali.

La carteggiatura elimina la vecchia pellicola resinosa ancora presente, facendo in modo che la superficie diventi più porosa e faciliti la perfetta adesione della resina. In genere si usano dischi abrasivi con grana decrescente applicati ad una monospazzola.

Infine l’applicazione di un prodotto autolivellante assicura l’eliminazione di tutte le deformità del suolo, per una posa sicura e professionale.

Alla conclusione di una di queste tre operazioni, si può stendere la resina senza il pericolo che si verifichino bolle o vibrazioni. Dopo l’applicazione delle piastrelle al pavimento c’è il rischio di scivolamento, che può essere risolto con un abrasivo in grado di eliminare la parte lucida delle piastrelle e migliorare la presa del suolo sulla resina.

Come agire su superfici con grandi larghezze

In caso di superfici molto ampie, superiori ai 5-7 metri, è richiesta la presenza di due posatori che procedono simultaneamente sullo stesso asse dal perimetro esterno della camera, per incontrarsi esattamente al centro. Dopo essersi scalati di posto, devono poi ripartire verso le pareti esterne e ripetere questa procedura fino al completamento della stanza.

Esperti in posa pavimenti in resina

L’articolo ci è stato gentilmente fornito da Sema Service, azienda specializzata nel settore dei pavimenti in resina. Per conoscere tutti i servizi dell’azienda, è sufficiente collegarsi al link https://semaservice.it/.

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